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ANIMA BUONA è uno spettacolo di Alvise Camozzi e Leonardo Mello, dedicato alle ragazze e ai ragazzi delle scuole medie e superiori.

scheda artistica

 

ANIMA BUONA

di Alvise Camozzi e Leonardo Mello 

liberamente ispirato ai drammi didattici di Bertolt Brecht

con Alvise Camozzi 

musiche di Alberto D'Este

durata 1h

ILa messinscena si sviluppa attraverso uno stimolante percorso interattivo tra il pubblico e l’attore e regista Alvise Camozzi, che guida la rappresentazione. Le risposte e le riflessioni delle giovani spettatrici e dei giovani spettatori danno impulso alla progressione narrativa dell’incontro, trasformando la loro funzione da passiva ad attiva, per cui critica e trasformatrice. Il testo di ANIMA BUONA è cadenzato da diverse domande, poste attraverso frammenti di testi e racconti teatrali recitati e a volte anche cantati, anche assieme alle ragazze e ragazzi, che a loro volta sperimentano la loro funzione corale (di coro teatrale) all’interno dello spettacolo. Le incursioni drammaturgiche alimentano il dialogo circolare, che poco a poco diventa, alla fine, un vero e proprio dibattito sugli argomenti esposti. 

 

ANIMA BUONA è nato in seno al progetto #NONSOLOCOMPITI ideato e promosso dalla Fondazione di Venezia attivo in spazi educativi, aggregativi e ricreativi. È stato rappresentato nel corso del 2023 e 2024 in diversi istituti del comune di Venezia

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Da tempo il teatro non è più il luogo in cui si rappresentano storie esclusivamente per emozionare, non è più il luogo in cui si rispecchia necessariamente la realtà quotidiana, insomma non è più il luogo in cui un linguaggio si confronta con il mondo e lo descrive.

Questa funzione è stata assunta via via dal cinema, poi dalla televisione e poi ancora dal web, strumenti da un lato più ‘realistici’ e dinamici e dall’altro più economici con i loro sistemi di produzione industriale. Esautorato dal compito e dalla necessità di rappresentare fedelmente il mondo, il teatro, come del resto l’arte o la musica, diventa allora metalinguistico, ossia indaga e sperimenta i linguaggi, ci spinge a ragionare sul mondo anziché rappresentarlo.

 

La scrittura di ANIMA BUONA nasce da questa riflessione e si fa condurre dai processi compositivi elaborati da Bertolt Brecht per il suo teatro (il titolo ANIMA BUONA richiama uno dei suoi testi più noti: L’anima buona di Sezuan). 

 

Nelle sue opere Brecht immagina uno spettatore attento e non passivo davanti all’opera d’arte rappresentata sul palco, uno spettatore che non ha l’unica funzione di emozionarsi ma deve anche sentirsi attore della propria realtà. Con i drammi didattici (Lehrstück) Brecht si spinge ancora più in là, rompendo con la separazione tra pubblico e rappresentazione, chiedendo addirittura ai ragazzi stessi (nelle scuole che lui visitava) di interpretare, e poi discutere, i suoi brevi componimenti teatrali.

 

Uno dei principi fondamentali che Brecht teorizza per interrogare il pubblico sul mondo e la realtà in cui viviamo, è quello di spostare la rappresentazione lontano dalla realtà stessa, sia per quanto riguarda la recitazione degli attori, che per Brecht devono allontanarsi dalla tradizione novecentesca dell’immedesimazione psicologica, sia per quanto riguarda la maggior parte delle ambientazioni in cui inserisce le sue storie, situate spesso in tempi altri e/o in luoghi esotici e fantastici. Questo “dislocamento semantico” venne chiamato dalla critica teatrale “effetto di straniamento”, ed è ancora oggi estremamente efficace come meccanismo narrativo, principalmente quando il divario tra il soggetto fantastico e la realtà quotidiana sorprende il pubblico per la distanza formale e per l’inversa corrispondenza fattuale dei temi profondi che emergono in maniera spontanea, sia nella favola, sia nell’esperienza esistenziale del pubblico: nel nostro caso, nell’esperienza delle giovani spettatrici e spettatori. 

 

È giusto fare "quello che di solito si fa", perché tutti lo fanno, perché è comunemente considerato “normale”, senza prima pensare se è giusto per tutti “quello che di solito si fa” ?

Questo è il Leitmotiv che il testo di ANIMA BUONA ripete nelle tre storie scelte dal repertorio brechtiano e reinventate dagli autori: L'anima Buona di Sezuan, Teste tonde e teste a punta, L’eccezione e la regola.

 

“Quello che di solito si fa” nei mondi strani e distanti di Brecht è il motivo che interroga il giovane pubblico di ANIMA BUONA, a cui si chiede se è poi tanto differente da “quello che di solito si fa” oggi, nel nostro mondo presente, quartiere, scuola e paese; ecco che la storia delle tre divinità cinesi che scendono nella provincia del Sezuan alla ricerca di un’anima buona e di un posto dove andare a dormire, diventa uno spunto per riflettere sul tema dell’ACCOGLIENZA, la storia delle teste tonde e delle teste a punta, che Brecht scrive poco prima della promulgazione delle leggi razziali in Germania, ci parla di UGUAGLIANZA, e l’ultima storia, L'eccezione e la regola, ambientata tra i pozzi di petrolio del deserto di Urga, ci interroga sulla GIUSTIZIA.

 

Infine, pensiamo che i sentieri marcati da Brecht siano ancora percorribili e necessari; percorribili perché ricreativi, leggeri, eccentrici; necessari perché crediamo che il teatro possa essere un esercizio di incontro e confronto e uno stimolo per uscire dai meccanismi di comodo della fruizione passiva propria dei video-media, per uscire dai telefonini, dalle stanze, dalle case, e chiedersi come stare, ancora, liberamente insieme. 

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incisione di OTTO DIX. Dal secondo volume BERTOLT BRECHT teatro, Einaudi editore. 

scheda tecnica

lo spettacolo può essere rappresentato in sale di spettacolo (teatro, auditorium) e in ambienti non convenzionali come aule di scuola, aule magne, giardini... 

se viene rappresentato in sale di spettacolo

 - luce

piazzato bianco con apparecchi teatrali (sala accesa durante la rappresentazione)

 

- audio

microfono gelato con asta, amplificazione e cavi per computer sul palco, (l'operazione audio sarà dell'attore)

 

(si richiede la presenza di un tecnico del teatro per accompagnamento prima della rappresentazione)  

se viene rappresentato in luoghi non convenzionali al chiuso o all'aperto non è richiesto nessun supporto tecnico, l'attore è munito di cassa amplificata (a batteria, per cui non è richiesta alimentazione elettrica) e microfono. 

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